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venerdì 19 ottobre 2012

Logopedia: imparare ad accettare e a imporre la propria voce con la Liedtherapy

Logopedia: imparare ad accettare e a imporre la propria voce con la Liedtherapy

(di Ambra Noè) - Mi occupo di pazienti parkinsoniani da anni e ho creato appositamente per loro un metodo fono-psico-motorio ai fini del recupero della voce e del linguaggio nei pazienti sottoposti a DBS (Deep Brain Stimulation) e non. MI ispiro idealmente al “lied”, la forma più raffinata del canto – in varie lingue – a cui mi sono dedicata, poiché nel “lied” vengono sintetizzati i principi dell’orazione poetica e della puntualità musicale, dell’interpretazione del testo, della precisione linguistica.

La “lied” therapy non fa di un paziente un cantante ma rende il paziente conscio delle proprie potenzialità imparando ad accettare la propria voce e a imporla al proprio interlocutore: familiare, medico, amico, ecc.

Al paziente parkinsoniano, trattato abitualmente con sistemi motori standard (o costretto da esperimenti che fortificano la voce nell’immediato ma danneggiano seriamente le corde vocali nel tempo) viene a mancare quell’insieme di stimoli psicolinguistici che servono a creare empatia nell’interlocutore: espressione, cadenza, ritmo e sonorità che rispettino le caratteristiche vocali del paziente, la sua personalità, il suo livello culturale. Con la liedtherapy, il paziente ha invece a sua disposizione un metodo ad personam, nato dall’esperienza per la creazione di voci uniche, appunto. Esercizi che vengono adeguati al livello della malattia e alle le sue varianti.

Alla base vi è uno studio attento della foniatria e fisiologia vocale per la voce cantata e altrettanto della malattia. Il posizionamento ad hoc dei risuonatori (almeno 12), che definiscono la voce del paziente-allievo, indotto ad attivarsi anziché subire passivamente un’altra terapia, ne è un esempio. Alcuni esercizi vertono al ripristino delle qualità mnemoniche attivando stimoli motori che legano voce e movimento ed esercizi di memorizzazione verbale.

Lo studio sulla voce prevede la sincronizzazione respiratoria dei muscoli vocale e cricotiroideo, responsabili del passaggio dalle note gravi a quelle acute e della conseguente creazione di microsuoni, gli armonici, che inducono ad una sorta di lifting vocale, migliorando il tono.
Attraverso la tecnica respiratoria ritmica si rende conscio il paziente del corpo come cassa di risonanza, beneficiando i seguenti muscoli: addominali, scaleni, laringei, faringei.

Il successo del metodo è pienamente confermato dai pazienti, dai loro familiari, dai medici che li seguono. Le caratteristiche evidenti sono la funzionalità: il tono, il volume, la prosodia, l’espressione. La psicologia del malato ne è beneficiata, il paziente è sereno, spesso allegro, relaziona con gli altri, dimostra iniziativa, interesse in quello che fa. Uno stimolo neuronale efficace che si riscontra dal fatto che il parkinsoniano tenta, da subito, d’intervenire con frasi puntuali e battute.

I pazienti che seguo da alcuni anni, indotti a recitare di fronte ad una platea in occasioni diverse, non solo non hanno avuto blocchi ma dimostrato puntualità e competenza, espressione, ritmo. Il paziente trova anche sollievo nell’atteggiamento posturale che il Parkinson induce alla flessione mentre la liedtherapy favorisce una postura eretta così come empatizza l’espressione del viso. Buoni i riscontri nei malati affetti da sclerosi multipla per problemi legati alla deglutizione che purtroppo riguardano spesso anche il paziente parkinsoniano.
Tutto questo ha un senso se i nostri amici pazienti si accostano al metodo con fiducia e scoprono che da una malattia seria può nascere un’opportunità.


Alcune testimonianze:


La frequenza al Suo corso mi ha ridato completamente,sottolineo completamente, la fluidità della parola che ora riesce a seguire ed esprimere ciò che voglio dire. Le sarò grato per sempre.
dr. Giovanni Livraghi (parkinson) Monza

È con gratitudine che ti informo che ieri ho parlato per oltre tre quarti d’ora senza incertezze.
Se pensi che non riuscivo a farmi intendere quando desideravo mi si passasse il sale a tavola. Grazie!!

dott.ssa Lucilla Bossi, presidente di Parkinson Italia, neurostimolata, Milano

Ora respiro benissimo e posso perfino cantare con la voce che Lei mi ha dato. Grazie.
Jolanda Rota (parkinson) Lecco

Ho risolto i miei problemi di deglutizione. Respiro molto meglio.
Anna Maria Bellotti (sclerosi multipla) Monza

Un metodo che ti apre la mente. Ho perfino recitato in pubblico.
Michela Conte (parkinson) Ischia

Il tono della voce si è alzato notevolmente. Riesco a farmi capire senza problemi.
G. Porcari (parkinson – neurostimolato) Piacenza

Un notevole aiuto per respirare benissimo.
D. Bricchi (parkinson – neurostimolato) Piacenza

Mi sento attiva. Respiro bene. Recito in pubblico senza problemi.
Prof.ssa A. Cerrone (parkinson) Busnago

Il tono vocale durante i corsi è incrementato.
Franco Baggini (parkinson) Voghera

Già dalle prime lezioni riscontro un notevole beneficio a livello respiratorio.
Maria Paola Liloni (parkinson) Milano


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