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giovedì 26 settembre 2013

Foot Mechanical Stimulation: nuove conferme dalla ricerca scientifica

Foot Mechanical Stimulation: nuove conferme dalla ricerca scientifica

Si è svolta a Milano la conferenza stampa di presentazione in anteprima dei risultati delle ultime ricerche sulla Foot Mechanical Stimulation (FMS), la nuova terapia riabilitativa per il Parkinson di cui si parla da un paio d’anni e che fu presentata per la prima volta al XII Congresso Nazionale di Parkinson Italia, a Verbania, nell’aprile 2012. A spiegare i risultati, il prof. Fabrizio Stocchi, IRCCS San. Raffaele Roma – che ha condotto le ultime ricerche – insieme all'ing. Manuela Galli del Politecnico di Milano.

La FMS è una terapia di riabilitazione messa a punto da un team di ricercatori svizzeri che si basa su una stimolazione del sistema nervoso periferico, mediante impulsi meccanici controllati in specifiche aree dei piedi. La terapia viene erogata con un dispositivo medico denominato GONDOLA®, progettato per l’utilizzo domiciliare direttamente da parte del paziente, una specie di “scarpa tecnologica” di semplice utilizzo, alimentata a pile.

Lo studio clinico è stato effettuato su 20 pazienti presso il Centro di Ricerca sul Parkinson e sui Disturbi Motori dell’IRCCS San Raffaele di Roma e Cassino, sotto la direzione del Prof. Fabrizio Stocchi. A seguito dei risultati positivi, è in partenza uno studio multicentrico con le Università di Genova, Salerno, Ancona e gli IRCCS San Camillo di Venezia e San Raffaele di Roma e Cassino, in cui saranno coinvolti 120 pazienti.

Rispetto a quello già condotto un anno fa da un’altra equipe medica – che aveva già evidenziato benefici per i pazienti che rispondevano positivamente alla terapia – sono molte le novità di questo studio, in particolare:

  • i trattamenti sono stati effettuati in off farmacologico, per garantire che i benefici evidenziati fossero al netto degli effetti dei farmaci
  • la stimolazione è avvenuta con il dispositivo GONDOLA®. Nel primo studio, invece la Stimolazione Meccanica Plantare era stata erogata manualmente. L’utilizzo del dispositivo medico ha assicurato la ripetibilità del trattamento
  • la durata dello studio è stata di tre settimane, con due trattamenti a settimana. In questo modo si è potuta verificare la permanenza degli effetti nel tempo. Il primo studio aveva invece misurato gli effetti in acuto e a 24 ore dalla stimolazione. Inoltre i pazienti hanno anche ricevuto trattamenti placebo per verificare l’effettiva efficacia della terapia.

Lo studio ha evidenziato come la stimolazione abbia consentito di ridurre gli episodi di freezing motorio (momenti in cui i pazienti sono quasi impossibilitati a muoversi – molto pericolosi perché possono causare cadute) e ha permesso la riduzione della bradicinesia (lentezza dei movimenti) nonché un miglioramento generale della condizione dei pazienti.

In particolare si è rilevato un:

  • Miglioramento pari al 25% delle performance misurate con la scala UPDRS parte III (la sezione motoria della scala di valutazione dei sintomi del Parkinson);
  • Incremento della velocità di cammino pari al 27% rispetto alle condizioni di partenza;
  • Allungamento del ciclo del passo pari a circa il 15%.

Inoltre è stato misurato un miglioramento dello “slancio” del passo (la velocità delle gambe durante la camminata) e - in alcuni pazienti - una maggiore qualità del movimento (cinematica).

La FMS è una terapia riabilitativa che integra e complementa le cure farmacologiche – sottolinea Stocchi – che devono essere continuate come da indicazioni e sotto la sorveglianza del neurologo curante. “I risultati dello studio”, prosegue il Prof. Stocchi, “sono stati molto interessanti, anche per quanto riguarda la ripetibilità dei risultati. La maggior parte delle misurazioni dopo le stimolazioni efficaci (misurazioni effettuate con sistema computerizzato, in collaborazione con l’ingegner Manuela Galli del Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano) ha infatti mostrato ‘significatività statistica’, mentre dopo le applicazioni placebo non abbiamo riscontrato miglioramenti. Appare poi che, grazie alla stimolazione erogata con il dispositivo GONDOLA, i pazienti siano in grado di assorbire meglio le cure farmacologiche”.

“Visti i risultati ottenuti”, conclude il Prof. Stocchi, “abbiamo proposto ad altre importanti strutture di partecipare a uno studio multicentrico su una popolazione di 120 pazienti. A breve partirà quindi un nuovo trial che vedrà coinvolti la Clinica di Neuroriabilitazione dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona, il Centro di Cura e Prevenzione per il Parkinson del San Raffaele Cassino, l’Ambulatorio per la Malattia di Parkinson del Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica dell’Università di Genova, il Centro Parkinson e Disturbi del Movimento del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno, il Dipartimento di Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Camillo di Venezia oltre all’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma”.

La FMS, di cui abbiamo avuto modo di parlare nei mesi scorsi (vedi link sottostanti) è un nuovo approccio nel campo della terapia di riabilitazione del Parkinson, una malattia che colpisce circa il 3 per mille della popolazione, incidenza che sale all’uno percento nelle persone con più di 65 anni. In Italia i pazienti sono circa 240mila.

“Come già si era potuto intuire dall’interesse destato alla sua prima apparizione pubblica, al congresso annuale di Parkinson Italia nell’aprile del 2012”, aggiunge Lucilla Bossi presidente di Parkinson Italia ONLUS, “innovazioni come queste sono ciò che pazienti, i loro familiari e le associazioni desiderano: un dispositivo efficace e senza effetti collaterali, che sembra dare risultati immediati, anche sui sintomi non motori, e che speriamo possa ricevere presto ulteriori conferme scientifiche che lo rendano disponibile a tutti i pazienti". 

Infatti, il costo elevato di 7.400 Euro – che però può essere finanziato con rate mensili di circa 200 euro – rende al momento l’apparecchio GONDOLA® uno strumento inarrivabile ai più. Tuttavia, come hanno sottolineato i relatori, la “validazione” scientifica della terapia FMS aprirebbe le porte alla rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Anche perché è molto probabile che la FMS possa portare a una riduzione del consumo di farmaci, oltre a un miglioramento delle condizioni generali dei pazienti e della loro qualità di vita, riducendo così la necessità di curarli e assisterli, quindi un vantaggio per tutti, anche per lo Stato.


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