“Non Chiamatemi Morbo!” Mr. Parkinson si racconta

Il 29 gennaio 2020, a Bergamo, presso Fondazione Carisma, alle ore 17,30, il Sindaco Giorgio Gori, il Vescovo Mons. Francesco Beschi, il Direttore di L'Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli, presentano con gli autori «NON CHIAMATEMI MORBO!» Mr. Parkinson si racconta.

Non chiamatemi morbo!» non è solo un libro. E’ il primo anello di una lunga catena del valore: tante altre persone e competenze stanno per essere “inanellate” per costruire una grande campagna di sensibilizzazione nazionale.

Il destino di questo libro è rendere gli italiani più consapevoli, unendo il frammentato mondo della resilienza alla malattia perché diventi più incisivo ed efficace nella tutela e nella cura del benessere fisico, psicologico e sociale delle persone con Parkinson.

«Non chiamatemi morbo!» perché il primo risultato che si vuole ottenere è abolire l’uso del termine morbo e con esso la paura e la disinformazione.

Le 17 lunghe interviste ci commuovono sia con i testi che con le immagini del reportage: 24 fotografie, di cui 17 a doppia pagina. L’editore è Contrasto di Roberto Koch. Racconti di vite vissute che hanno ispirato il successivo lavoro del fotoreporter Giovanni Diffidenti.

Ci sono libri predestinati a cambiare il nostro sguardo sulle cose, o addirittura sul mondo intero. «Non chiamatemi morbo!» potrebbe essere fra questi. Se lo augura il suo artefice: Marco Guido Salvi, Vicepresidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani, campione riconosciuto della lotta al Parkinson nella città e nella provincia di Bergamo. Da cinque anni organizza “L’inguaribile voglia di vivere”, evento che ad ogni edizione fa il pieno di pubblico e di critica per promuovere la consapevolezza di cittadini e istituzioni, in primis quelle sanitarie. E’ un’opera importante far conoscere una malattia tanto diffusa e altrettanto sconosciuta.

Nella postfazione del libro, intitolata “la catena del valore”, Giangi Milesi, Presidente di Parkinson Italia, scrive che “la personalizzazione della malattia ci aiuta a odiarla, a lottare per combatterla, ma anche a conviverci. Questo spiega perché in molti finiamo per darle un nome proprio”.

Bruno Lauzi, nel 2006, scrisse sul Corriere della Sera la famosa “Lettera aperta a Mister Parkinson”. “Abbiamo perciò deciso, che fosse lo stesso Mr. Parkinson a parlare. Anzi, a lamentarsi che oggi le persone con Parkinson reagiscono e diventano resilienti. Lo testimoniano i 17 intervistati. 17 persone reali che non temono di dichiarare la loro malattia pur di diffondere la conoscenza del Parkinson. Il loro esempio infonde il coraggio a non isolarsi, a reagire alla depressione e allo stigma, curandosi e curando la qualità della propria vita”.

Allegati

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Leggi l'articolo di Giangi Milesi

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