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sabato 14 luglio 2012

Si può rinascere grazie al Parkinson?

Si può rinascere grazie al Parkinson?

“Qualche anno prima che mi venisse fatta la diagnosi di Parkinson, ero caduto in una depressione che mi aveva svuotato, invece ora sono pieno di vita!” Lo racconta Valentino Grassi, da Prato, seduto all’ombra di una grande quercia nel parco del Bargo: “Mi sento come un fiume in piena e devo fare, fare, fare. Ho tantissimi progetti da realizzare” aggiunge.

Valentino è un pratese D.O.C. e vive a Seano, diplomato al Buzzi da giovane ha preso parte alle fortunate riviste delle pagliette poi, per lungo tempo, ha avuto una ditta di filati. Tre anni fa l’amara diagnosi medica: Valentino è ammalato di Parkinson.

“Sembrerà paradossale, ma è stato allora che sono rinato” afferma con decisione, poi spiega: “Tre o quattro anni prima della diagnosi ero caduto in una lieve depressione: non avevo più la voglia di fare. Non riuscivo a spiegarmelo, i miei familiari mi spronavano ma io proprio non ce la facevo, non ero in grado di darmi una smossa. Era come se avessi le batterie scariche, una condizione che non avevo mai conosciuto perché la mia indole è l’esatto contrario! Poi, venni in seguito a sapere che quello stato altro non era che l’insorgere della malattia”.

Difficile raccontare cosa si prova in quei momenti, è qualcosa di troppo intimo, sono momenti che possono portare anche a fratture irreparabili. “Per fortuna” continua Valentino “ho avuto alle spalle una famiglia splendida che mi ha aiutato”.

Poi, l’inaspettato, la rinascita, l’esplosione di vita che porta con sé progetti e nuove idee. “Dopo la diagnosi – spiega ancora Valentino – ho avuto una reazione immediata: finalmente capivo il perché di quegli anni” e sottolinea che “è di fondamentale importanza la diagnosi precoce, perché passare tutto quel tempo senza capire come mai non sei più te stesso è stupido. Infatti, io dopo la diagnosi mi sono ritrovato e ho trovato anche maggiore slancio”.

Una reazione insolita, quella di Valentino Grassi, poiché quella più frequente è il rifiuto, l’isolamento e anche la vergogna della malattia. “Io invece non mi sono nascosto e, anzi, sono andato subito a dirlo a chi conoscevo. Era quasi una sfida per me”, racconta.

Nel suo percorso è stato fondamentale l’incontro con il dottor Enrico Grassi e l’Unità Operativa del reparto di Neurologia dell’ospedale di Prato, guidata dal dottor Pasquale Palumbo: “Persone splendide che mi hanno fatto sentire compreso e hanno saputo infondermi fiducia” afferma Valentino.

L’adesione all’associazione ‘Noi e il Parkinson’ di Prato è stata poi un altro passo avanti e ora Valentino ne è consigliere. “Un incontro con persone positive e vitali che mi ha fortificato ancora di più. Ci carichiamo a vicenda”. 
Valentino ha vissuto una vita intensa, racconta “Sono un grande appassionato di sport. Ho praticato equitazione, wind surf, subacquea. Ho un ricordo indelebile dell’isola d’Elba: in una giornata di sole la luce filtrava nell’acqua limpida e, mentre mi immergevo, sotto di me appariva una prateria di posedonia, grande come un campo di calcio, in un silenzio vivo”. Ma Valentino ha anche un’altra passione, dato che è figlio di un pittore di ritratti (Remo), che è l’arte.

La malattia è tenuta a bada, “Sono al minimo della cura – racconta – ho un tremolio alla mano, gli arti un po’ più rigidi ma non me ne importa, quel che conta adesso per me è fare, e di progetti in cantiere ne ho tanti”. Infatti, Valentino mette grande impegno e passione nell’associazione ‘Noi e il Parkinson’ organizzando attività fisiche e ludiche in gran quantità e con grande successo di partecipazione.

La malattia non lo spaventa: “Ne ho visto la tragicità e non la prendo in considerazione – spiega – Se mi capiterà, la accetterò”. Del resto, non c’è tempo da perdere in paure e congetture, la vita procede e Valentino ha progetti ambiziosi, come iniziative legate all’arte, avvicinare altre associazioni di volontariato e coinvolgere maggiormente i giovani, perché, come dice lui stesso, “La vita vince sempre”.
 

Da un articolo di Lorenzo Matucci per METROPOLI


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