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sabato 5 settembre 2015

Vita più lunga ma meno "sana". Soprattutto per le donne

Vita più lunga ma meno "sana". Soprattutto per le donne

Ciò dipenderebbe dalle carenze di prevenzione primaria di molte patologie e dalla crisi economica che ha pesanti riflessi soprattutto sulla salute delle donne, costrette spesso a lavorare, a nutrirsi sommariamente, ad accudire figli, gli anziani, le persone con disabilità, e a farlo con minori risorse economiche.

Un articolo apparso nei giorni scorsi sull’edizione di Savona del «Secolo XIX» (La vita si allunga, ma ci si ammala prima di Giuliano Gnecco, 28 agosto 2015) fornisce diversi spunti per preoccuparci della salute dei caregiver che accudiscono le persone con disabilità grave.

Lo studio sul quale si basa l’articolo citato analizza un fenomeno particolare solo apparentemente bizzarro: negli ultimi decenni, cioè, si è allungata di parecchio l’aspettativa di vita delle donne, mentre si è ridotta – almeno in Italia – la loro aspettativa di vita sana.

I due dati si prestano a diverse possibili interpretazioni, anche perché in medicina difficilmente i fenomeni clinici hanno spiegazioni univoche.

Sull’aspettativa di vita alla nascita in Italia (fonte: CIA World Factbook, stime del 2014), sia delle donne che degli uomini, i dati appaiono a una prima lettura veramente buoni: siamo infatti i più longevi al mondo dopo i giapponesi e gli svizzeri, se si escludono i piccolissimi Paesi a elevato benessere (Monaco, Macao, Singapore, San Marino, Andorra, Guernsey).

Sull’aspettativa di vita sana, invece (fonte: Eurostat; dati del 2015) i risultati si invertono drammaticamente: in 9 anni le donne italiane hanno perso 10 anni di vita sana! Un po’ meno peggio gli uomini: persi 7 anni.

Tra le possibili interpretazioni, assai interessante è quella di Valerio Gennaro, epidemiologo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e membro del Comitato Scientifico della Società Medici per l’Ambiente: dipenderebbe cioè dalle carenze di prevenzione primaria di molte patologie e dalla crisi economica che ha pesanti riflessi soprattutto sulla salute delle donne, costrette spesso a lavorare, a nutrirsi sommariamente, ad accudire figli, gli anziani, le persone con disabilità, e a farlo con minori risorse economiche.

L’aspetto più drammatico di questa tendenza riguarda la salute delle donne caregiver delle persone con disabilità grave in Italia: esse rappresentano infatti la più drammatica delle situazioni possibili in tale àmbito. Situazione dovuta a minori risorse economiche, minore prevenzione primaria, maggiore stress, maggiore fatica fisica, peggiore alimentazione, peggiore durata e qualità del sonno.

 
 


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