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giovedì 16 luglio 2015

Spiegare il Parkinson ai bambini

Spiegare il Parkinson ai bambini

Convivere con la malattia di Parkinson è una sfida continua. La persona che ne è affetta deve infatti saper affrontare tutta una serie di problemi, in primis spiegare questa malattia al proprio figlio o nipote. Questo è un compito molto impegnativo dal punto di vista emotivo, ma assolutamente necessario.

Pazienti ed esperti concordano che la conoscenza è la chiave per far accettare più in fretta la malattia e per tenere unita la famiglia.

Una diagnosi di Parkinson è davvero difficile da accettare, specie quando si è genitori o nonni. Oltre a imparare a convivere con le difficoltà quotidiane della malattia, bisogna tenere in considerazione l’impatto emotivo che la malattia stessa può avere sui bambini e conseguentemente sul loro comportamento.

Le sensazioni che i bambini possono avvertire nei confronti di un proprio caro affetto da malattia di Parkinson sono le più diverse e variano in base a età e maturità: imbarazzo, paura, dolore, rifiuto. Alcuni possono isolarsi, chiudersi in sé stessi e piangere spesso; altri si dimostrano attenti, premurosi e validi aiutanti.

In questi casi saper comunicare la malattia è fondamentale. Innanzitutto bisogna dimostrarsi onesti, evitando quindi di tenere nascosta la propria condizione di salute a figli o nipoti. È consigliabile spiegare bene e in modo semplice i sintomi fisici della malattia per soddisfare la naturale curiosità dei bambini e per tranquillizzarli. Non dimenticarsi di rassicurarli continuamente e di esternare sentimenti di amore nei loro confronti.

I bambini spesso per natura sono portati all’assistenza ed è molto probabile che vogliano essere coinvolti per aiutare il genitore o il nonno in difficoltà. È importante dire e mostrare regolarmente che si apprezzano loro e i loro sforzi. Tuttavia bisogna prestare attenzione a non diventare troppo dipendenti dal loro aiuto e a non sovraccaricarli di responsabilità. I bambini non devono svolgere il ruolo di caregiver, ma devono vivere da bambini.

In questa situazione i bambini riescono lo stesso a trarre dei vantaggi positivi per sé stessi. Diventano più responsabili, indipendenti, pazienti, maturi, aperti, consapevoli e meno egoisti. In certi casi sviluppano un più sottile senso dell’umorismo e una maggiore sensibilità e comprensione verso gli altri. Questa consapevolezza e indipendenza aiuta ad accrescere la loro fiducia e autostima.  


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