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venerdì 10 luglio 2015

Sanità: risparmiare migliorando le cure è la sfida

Sanità: risparmiare migliorando le cure è la sfida

Il recente convegno, tenuto a Milano, "Modelli sanitari Europei a confronto tra innovazione tecnologica, farmacologica ed organizzativa” ha evidenziato ancora una volta la necessità di conciliare sostenibilità della spesa sanitaria e appropriatezza delle cure. Al dibattito hanno partecipato istituzioni, opinion leader, imprese, clinici di vari paesi.

L’innovazione tecnologica sta progressivamente sostituendo i tradizionali metodi di diagnosi e cura, con l’introduzione di dispositivi medici sempre meno invasivi e di strumentazioni in grado di fronteggiare efficacemente molte patologie. Ma a fronte della crescente domanda di assistenza e cura, in gran parte legata all’invecchiamento della popolazione, i Sistemi Sanitari europei sono sottoposti a una pressante richiesta di riduzione dei costi e di contenimento delle spese. 

L’imperativo è dunque quello di trovare il punto di incontro tra sostenibilità della spesa sanitaria e appropriatezza delle cure, un impegno responsabile cui sono chiamati, senza eccezioni, Istituzioni sanitarie, mondo delle imprese, medici, operatori del settore.  Su questo tema si è sviluppato un ampio dibattito nel corso del recente convegno su “Modelli sanitari europei a confronto tra innovazione tecnologica, farmacologica ed organizzativa”, promosso da Motore Sanità presso la sede di Regione Lombardia a Milano.

L’innovazione tecnologica sembra rispondere più efficacemente alle esigenze del mercato, rappresentando il punto di incontro tra l’orientamento al risparmio delle Amministrazioni Sanitarie e l’approccio etico-professionale dei medici che puntano sulle terapie più avanzate per garantire ai pazienti salute e qualità di vita.

In particolare, riguardo alla malattia di Parkinson, si è discusso di DBS (Deep Brain Stimulation) la Stimolazione Cerebrale Profonda, una tecnica chirurgica sempre più usata anche in Italia, che consiste nell’impianto di elettrodi nel cervello collegati a un generatore di impulsi elettrici a batteria (impiantato sotto la scapola) che consente un considerevole miglioramento dei sintomi della malattia.

Questa tecnica – è dimostrato – porta anche a una forte riduzione dell’assunzione di farmaci, permettendo così un forte risparmio già nel breve periodo (oltre che di riduzione degli effetti collaterali dovuti ai farmaci stessi).
Inoltre, è stato segnalato al convegno, i dispositivi DBS di ultima generazione (come quelli della Boston Scientific) che sono “ricaricabili” direttamente dallo stesso paziente, consentono un ulteriore forte risparmio, in quanto la batteria non deve essere sostituita ogni 3 o 5 anni, cosa che richiede un intervento chirurgico oltre al costo del nuovo dispositivo. I nuovi dispostivi, infatti, hanno una durata di almeno 25 anni!

Si chiede quindi all’amministrazione pubblica di avere più capacità di visione nel lungo periodo perché, adottando le nuove tecnologie, è possibile ottenere risparmi e contemporaneamente migliorare la qualità di vita dei pazienti, come nel caso degli stimolatori cerebrali della Boston Scientific.


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