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lunedì 23 marzo 2015

Parkinson: i neurologi consigliano una dieta prevalentemente vegetariana

Parkinson: i neurologi consigliano una dieta prevalentemente vegetariana

Il tema centrale della V edizione della Settimana Mondiale del Cervello, che si è svolta dal 16 al 22 marzo, si riallaccia a quello dell'EXPO di Milano, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, affrontando la questione dell'alimentazione più adatta per proteggere il cervello dall'insorgere precoce di disturbi cognitivi e demenze.

Gli esperti della Società Italiana di Neurologia (SIN) hanno specificato come il ruolo della prevenzione sia fondamentale quando parliamo di malattie neuro-degenerative, sottolineando come questa si attivi principalmente attraverso un corretto nutrimento del cervello, ossia con una corretta alimentazione, affiancata da adeguata attività fisica.

Gioacchino Tedeschi, Direttore del Dipartimento Assistenziale di Medicina Polispecialistica II dell'Università di Napoli, ha incluso nell'insieme dei “fattori nutritivi del cervello” anche quelli ambientali di tipo cognitivo, sociale e affettivo che si avvicendano durante il corso dell'intera vita. Ciò che lui definisce “riserva cognitiva”, dipendente da istruzione, rapporti sociali e attività lavorative, sembrerebbe funzionale a mantenere il cervello attivo, e a controbilanciare, nel caso delle neuro-degenerazioni, la perdita progressiva dei neuroni.

Il tema della dieta più adatta per una persona con morbo di Parkinson è stato uno degli argomenti dominanti su cui si è soffermato anche il presidente della SIN, Aldo Quattrone. Quest'ultimo ha indicato come preferibile la dieta vegetariana ben bilanciata o, comunque, un'alimentazione a basso contenuto di proteine, povera di grassi e ricca di carboidrati, minerali e vitamine.

I motivi sono molteplici, ma semplici: un regime alimentare di questo tipo facilita l'assorbimento della Levodopa (il farmaco principale per la cura sintomatica del Parkinson, ndr); i cibi vegetali garantiscono un ricco e importante apporto di fibre; e, infine, i carboidrati forniscono l'energia quotidiana e contrastano la perdita di peso in cui possono incorrere le persone con Parkinson.

Mario Zappia, direttore della Clinica Neurologica del Policlinico dell'Università di Catania, suggerisce prudenza nell'approcciarsi a un'alimentazione vegana, ormai seguita in Italia da circa 400mila persone. Se non rigorosamente equilibrata, infatti, questo tipo di dieta potrebbe determinare gravi carenze di nutrienti fondamentali, come oligoelementi e vitamine. Per fare un esempio: una mancanza eccessiva della vitamina B12, potrebbe comportare l'aumento dei livelli plasmatici di omocisteina, che è associato all'incremento del rischio di demenza e di malattie celebro-vascolari.

Da specificare, tuttavia, che i livelli di vitamina B12 nel nostro organismo non sono determinati soltanto dal tipo e dalla quantità di alimenti che assumiamo, ma anche dalla capacità del nostro corpo di assorbire questa vitamina.

A maggior ragione, i neurologi hanno specificato che non esiste un menù con un regime alimentare perfetto e universale. È necessario, quindi, seguire le esigenze e le particolarità di ogni individuo e affidarsi ad una dieta personalizzata consigliata solo da specialisti.


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