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martedì 16 ottobre 2012

La Musica per recuperare le abilità perdute

La Musica per recuperare le abilità perdute

Il 21 e 22 settembre scorsi, a Brescia, si è svolto il 3° Congresso Mondiale di NeuroMusicologia Clinica al quale hanno partecipato neurologi, sociologi, psicologi e psichiatri che hanno sottolineato come la musica sia utile per recuperare le abilità perdute.

Sono intervenuti scienziati da tutto il mondo che hanno dimostrato come movimento e musica (o meglio, movimento a tempo di musica) riescano a restituire le capacità motorie perdute a causa del Parkinson.
Anche altri studiosi concordano nel sostenere che la musica riesce a stimolare quegli stessi neuroni-specchio* che si attivano osservando un danzatore, creando uno schema mentale di movimento.
Non sono mancati, inoltre, numerosi interventi sugli aspetti comunicativi e cognitivi della musica che, con la partecipazione delle persone a eventi musicali, riesce a creare un clima empatico e di grande cordialità.

La Neuromusicologia è una nuova branca delle neuroscienze. Si è sviluppata grazie alla consapevolezza del potere del linguaggio sul cervello e sul suo corretto funzionamento, e della relazione tra linguaggio e musica, per la loro vicinanza al movimento e alla respirazione.

Giuliano Avanzini (neurofisiologo, primario emerito dell’istituto neurologico Carlo Besta di Milano), ha parlato del rapporto tra neuroscienza e musica. La neurologia, che all’inizio si era dedicata solo a studiare la struttura del linguaggio nel cervello, non si era mai occupata di studiare la musica nello stesso modo, eppure, musica e linguaggio hanno tantissimi punti in comune.

Si è scoperto in tempi recenti che l’area del cervello che si occupa di elaborare il linguaggio è molto importante anche per elaborare la struttura musicale, rendendola di senso compiuto.

La musica è una terapia utile a tante malattie neurologiche. Si svolge nel tempo e crea un’organizzazione temporale, restituendo la capacità di dare un ritmo al movimento, riuscendo, in alcuni persone, a regolarizzare il modo di camminare, cosa che altrimenti non sarebbero più state in grado di fare.

Naturalmente però la musica non fa solo questo. La musica unisce, stimola, e fa riflettere su noi stessi e sugli altri.
La musica chiama altra musica. Imparando ad ascoltarla, potremmo anche imparare a sentirci meglio.


*NEURONI SPECCHIO
I neuroni specchio sono una specifica classe di neuroni scoperti nelle scimmie, la cui identificazione nell'uomo è anch'essa assodata.
Attraverso studi di Risonanza Magnetica, si è potuto constatare che i medesimi neuroni attivati dall'esecutore durante l'azione, vengono attivati anche nell'osservatore della medesima azione. Ulteriori indagini estese agli esseri umani non solo hanno confermato le attività neuronali sulla base di studi di neuroimmagine, ma hanno anche condotto a concludere che tali neuroni vengono attivati anche nei portatori di amputazioni o plegie degli arti, nel caso di movimenti degli arti, nonché in soggetti ipovedenti o ciechi: per esempio basta il rumore dell'acqua versata da una brocca in un bicchiere per l'attivazione, nell'individuo cieco, dei medesimi neuroni che sono attivati in chi esegue l'azione del versare l'acqua nel bicchiere.
 


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