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sabato 12 gennaio 2013

La cura per il Parkinson può stimolare la creatività

La cura per il Parkinson può stimolare la creatività

È la dopamina la vera causa della creatività dei malati di Parkinson? È una sostanza chimica che stimola le nostre capacità artistiche? Un recente studio, condotto dalla neurologa israeliana Rivka Inzelberg, cerca di dare una risposta concreta a questo interessante quesito.

La dottoressa Rivka Inzelberg ha notato che molti pazienti che assumono dopamina per controllare i sintomi del Parkinson hanno improvvisamente iniziato a disegnare, scolpire o a scrivere.

In occasione delle feste non le hanno portato scatole di cioccolatini o fiori, ma le hanno regalato disegni, sculture e poesie che avevano creato loro stessi, pur non avendo mai avuto prima inclinazioni artistiche. “Ho visto che stava diventando un fenomeno diffuso, e ho guardato nella letteratura per vedere se qualcuno avesse mai lavorato su questo” dice la dottoressa “...e ho trovato molti articoli su pazienti parkinsoniani che sono diventati artisti”.

La Inzelberg ha scritto il suo articolo, di prossima pubblicazione sulla rivista Behavioral Neuroscience, che esamina e riassume tutte le conoscenze finora accumulate su questo fenomeno. Nell'articolo, si parla anche di questioni relative al ruolo della dopamina, un neurotrasmettitore del cervello che manca nelle persone con Parkinson.

Sulla creatività umana Inzelberg dice che il collegamento tra la dopamina e l’attività artistica è stata osservata per anni. L'artista Vincent Van Gogh soffriva di schizofrenia, che è caratterizzata dalla sovrapproduzione di dopamina. E gli psico-stimolanti come la cocaina e l'estasi aumentano l'attività della dopamina nel cervello.

“La gente pensa che questi farmaci aiutino a diventare più creativi, ma non c'è nessuno studio sistematico su questo, se non studi aneddotici fra i tossicomani che mostrano un aumento della creatività”, avverte Inzelberg.

C’è però un lato oscuro della dopamina perché un dosaggio troppo elevato può causare comportamenti compulsivi. “È possibile che in pazienti affetti da Parkinson, quando prendono questi farmaci per alleviare la loro disabilità muscolare, si sviluppi come effetto collaterale la necessità di fare le cose che portano piacere in modo compulsivo, come il gioco d'azzardo”.

La dottoressa Inzelberg sottolinea, però, che non tutti i malati di Parkinson sviluppano la creatività o l’impulsività. Lei e diversi colleghi stanno costruendo una serie di test al fine di capire il motivo per cui alcuni pazienti sviluppano questi tratti, mentre altri non lo fanno.

“Questo aspetto è importante per una migliore comprensione delle basi neurologiche della creatività in 'normali' esseri umani. Forse c’è qualche altra cosa oltre alla dopamina?” si chiede Inzelberg.

La sua principale area di interesse nel corso degli ultimi 25 anni sono state le malattie del cervello, tra cui Parkinson e Alzheimer. Ognuna di queste colpisce milioni di persone in tutto il mondo “Mi interessa l'epidemiologia della malattia, la sua insorgenza e il decorso, i fattori genetici che la influenzano, e anche le malattie concomitanti”.

Sostiene che le persone con Parkinson sembrano essere protette da tutti i tipi di cancro, eccetto quello della pelle, che sviluppano in modo più elevato rispetto alla norma. “Essere in grado di trovare il motivo per cui ci sono così bassi tassi di quasi tutti i tumori, sarebbe molto importante per salvare vite umane”, afferma la dottoressa Inzelberg.
 


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