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domenica 30 settembre 2012

L’umorismo aiuta le persone con Parkinson

L’umorismo aiuta le persone con Parkinson

Amici affettuosi, la persona amata che ti supporta nella quotidianità e una buona dose di umorismo che ti aiuta a sdrammatizzare gli imprevisti con una risata, ecco la ricetta di Kathy per affrontare al meglio la malattia e vivere una vita serena.

“Bisogna saper ridere quando il tuo regalo di compleanno è la ristrutturazione del bagno con maniglioni e un servizio igienico adattato”, ha detto Kathy Harlan, una signora malata di Parkinson da più di 13 anni.

Accanita giocatrice di tennis, grande viaggiatrice, Kathy ha notato che qualcosa non andava quando il suo modo di giocare a tennis è peggiorato. “Colpivo la palla leggermente fuori dal centro e il servizio era frammentario”, ha detto. “Ma se mi guardo indietro negli anni posso vedere altri sintomi precedenti alla diagnosi, depressione, andatura irregolare e sorriso storto”.

Nonostante le difficoltà, Kathy ha mantenuto il suo senso dell'umorismo. Amici, famiglia e un gruppo di supporto l’aiutano a gestire la malattia. “Non riesco più bene a mettermi le scarpe”, spiga. “Tre amiche – una con le stampelle dopo l'intervento all'anca – mi hanno accompagnato a comprare delle scarpe. Mentre ero seduta sullo sgabello, un’amica si accovacciò per aiutarmi. Tuttavia, lei non riusciva più a rialzarsi, così un’altra signora si chinò per aiutarla, ma perse l’equilibrio e cademmo tutte e tre sul pavimento. Il direttore si precipitò a vedere perché tre donne erano sdraiate sul pavimento, ridendo istericamente e anche la mia amica, appoggiandosi sulle stampelle, rideva così forte che era in imminente pericolo di cadere anche lei”.

Kathy, che dipende da una poltrona elettrica che la solleva direttamente in una posizione eretta, viene aiutata dal marito Charlie. “Mi gratta la schiena quando mi prude perché io non riesco”, ha detto. “Lui fa tutto, da cucinare, alla pulizia, alla lavanderia, passa l’aspirapolvere e va a fare la spesa. Ma ancora più importante, mi fa sentire come se fossi ancora preziosa e amata”.

Uno dei compiti più difficili che Kathy si trova ad affrontare ogni giorno è alzarsi dal letto. Ma una volta che è in piedi, lei è pronta ad andare. Soprattutto grazie al suo gruppo di sostegno: “Ci incontriamo una volta alla settimana per la logopedia e l’esercizio fisico, i malati di Parkinson di solito parlano a bassa voce e diventa difficile capirli. La gente si ferma a guardarci quando sentono un gruppo di anziani che dicono ‘oooohhh, eeeeeeeee, ahhhhhhh’ da piano a forte, da veloce a lento, da basso a più alto. Pronunciamo filastrocche, diciamo scioglilingua, leggiamo e raccontiamo storie della vita. Sappiamo che gli altri componenti del gruppo comprendono le nostre paure”.

Diversi studi dimostrano che l'esercizio fisico, anche a bassa intensità, può combattere gli effetti del morbo di Parkinson e migliorare la mobilità e l'andatura. “Quando ero in buona forma atletica, mi sembrava ridicolo vedere persone fare esercizi seduti”, ha detto Harlan. “Ora mi alleno per un’ora a lanciare una palla di plastica con una mano e a riprenderla con l'altra, sollevo dei pesi, faccio stretching, esercitando ogni muscolo”.

Le semplici attività quotidiane, come vestirsi o fare il bagno, sono diventate difficoltose per Kathy. “Il Velcro è il materiale magico che allaccia le scarpe, gonne e pantaloni. Camicie e bluse senza bottoni sono assolutamente necessari. Orecchini e gioielli richiedono un piccolo aiuto”.

La progressione della malattia di Parkinson è inevitabile. “Non andrà meglio, anche se un farmaco migliore di tanto in tanto allevia alcuni sintomi”, dice Kathy. A volte i farmaci impongono la scelta tra la debolezza muscolare e la discinesia, l'incapacità di controllare i muscoli, che è un effetto collaterale di alcuni farmaci.

Uno dei problemi più difficili per Kathy Harlan è stato quello di rinunciare alla guida. “Non guidare è deprimente, soprattutto dal momento che sono ancora in attività, voglio vedere persone e i nipoti”, ha detto. “Charlie mi accompagna quando voglio uscire, e aspetta mentre io mi taglio di capelli, ho un appuntamento dal dentista, pedicure, ecc. Ma a volte voglio solo andare da qualche parte da sola...”
“Avere dei buoni amici e un senso dell'umorismo rendono la vita piacevole – con o senza Malattia di Parkinson”, ha concluso Kathy.
 


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