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domenica 24 febbraio 2013

Un accumulo di alfa-sinonucleina può causare il Parkinson

Un accumulo di alfa-sinonucleina può causare il Parkinson

Alcuni ricercatori della University of California, San Diego School of Medicine, affermano che un accumulo di una proteina chiamata alfa-sinucleina sembra disturbare i processi vitali nei neuroni, con la possibile conseguenza di una progressiva degenerazione e morte delle cellule. Individuare prima e con sicurezza questi fattori sarà la sfida del futuro.

I risultati, pubblicati sul numero di febbraio 2013 della rivista “The Journal of Neuroscience”, mostrano importanti implicazioni per comprendere più a fondo le cause dei meccanismi della malattia di Parkinson.

“Questa è una nuova, grande intuizione. Non credo che nessuno finora si sia reso conto dell’importanza del ruolo giocato dall’alfa-sinucleina nella gestione del recupero delle sinapsi e il ruolo delle alterazioni in questo processo nello sviluppo della malattia di Parkinson”, ha detto il ricercatore Mark H. Ellisman, PhD, professore di neuroscienze e bioingegneria e direttore del National Center for Microscopy and Imaging Research (NCMIR).

La malattia di Parkinson è caratterizzata dalla distruzione progressiva delle cellule cerebrali che producono dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del movimento e delle emozioni. I sintomi includono una crescente perdita del tono muscolare e di controllo del movimento.

Mentre la maggior parte dei casi sono sporadici – vale a dire, le loro cause sono sconosciute – ci sono anche forme di Parkinson ereditarie, legate a specifiche mutazioni e modifiche dei geni.

I ricercatori della University of California, insieme con i colleghi della University of Illinois, hanno focalizzato i loro studi sull’alfa-sinucleina.

“L’accumulo di alfa-sinucleina ha causato l’ipertrofia in questi terminali nervosi”, ha dichiarato Daniela Boassa, PhD, ricercatore presso NCMIR e prima autrice dello studio.

Boassa ha detto che quando l’alfa-sinucleina si accumula nei terminali, sembra ostacolare i processi di rinnovamento dei neuroni. Ciò progressivamente compromette il rilascio di neurotrasmettitori. Con il tempo, i neuroni potrebbero semplicemente smettere di funzionare e morire. Questo studio fornisce una spiegazione strutturale e meccanicistica per cui ciò accade.

La dottoressa Boassa ha affermato che i risultati ottenuti mettono in luce come si sviluppa la malattia, almeno in alcune forme ereditarie.

“Meglio e prima comprenderemo i meccanismi di sviluppo del Parkinson, tanto sarà più facile sviluppare cure adeguate”, ha affermato.

I ricercatori hanno in programma di indagare più a fondo sul modo in cui la malattia si propaga e come la proteina alfa-sinucleina si diffonde da un neurone all'altro, accelerando l'avanzamento della malattia.

  


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