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giovedì 1 marzo 2018

La "mindfulness" può avere effetti positivi nel Parkinson

La "mindfulness" può avere effetti positivi nel Parkinson

Condotta dall’Università di Anversa nel corso del 2013, una ricerca ha evidenziato che un programma di meditazione Mindfulness di otto settimane ha generato risultati a elevata significatività nello sviluppo della densità della materia grigia in aree del cervello che sono riconosciute come importanti per il Parkinson.

Parecchi ricercatori e clinici internazionali sostengono da tempo attraverso l’esperienza personale o clinica che la meditazione può essere benefica per chi la pratica.

Una ricerca condotta dall’Università di Anversa nel 2013 - pubblicata dal ‘Clinical Neurology and Neurosurgery’ del Dicembre 2013 e diffusa poi dal PubMed.gov, la più importante libreria mondiale di articoli scientifici on-line - ci informa che un programma di meditazione Mindfulness di otto settimane ha generato risultati ad elevata significatività nello sviluppo della densità della materia grigia in alcune aree del cervello che sono riconosciute come importanti per la malattia di Parkinson (Amigdala destra, ippocampo bilaterale, nucleo caudato destro e sinistro, lobo occipitale sinistro al giro linguale, talamo sinistro e bilateralmente alla giunzione parietale-temporale).

Il gruppo di controllo, invece, aveva avuto incrementi nella densità solo di alcune aree del cervelletto, aree che solitamente si sviluppano in presenza di Parkinson per compensare la perdita di densità di altre aree causata dalla malattia. Tale sviluppo delle aree del cervelletto era invece assente nel gruppo dei praticanti della Mindfulness!

Cosa significa ciò? Significa che durante il periodo di osservazione il programma di Mindfulness aveva sviluppato e rese più grandi aree che solitamente sono indebolite dal Parkinson. Dunque un effetto positivo. Statisticamente altamente significativo. Che significa - con elevatissima probabilità - un effetto reale.

  • Ma che cos’è la Mindfulness?

La Mindfulness fatta praticare al gruppo esaminato era un insieme di attività svolte per la durata di due ore e mezza, una volta la settimana, ogni settimana per otto settimane. Tali attività includevano meditazione seduta, movimenti dolci “consapevoli” (yoga) in piedi o sdraiati, scansioni mentali del corpo (body scan). I partecipanti a questo gruppo avevano anche ricevuto tracce audio di queste pratiche in modo che potessero praticare da soli a casa, ogni giorno, se lo desideravano.

Mindfulness significa ‘consapevolezza’. È una pratica che ha origini risalenti a molti molti anni fa che consiste nel diventare consapevoli, nei momenti in cui la pratichiamo, delle novità nelle nostre esperienze quotidiane. Con la ‘consapevolezza mindful’, il flusso di energia e informazioni che costituiscono la nostra mente entra nella nostra attenzione cosciente. Anziché vivere in modo automatico e superficiale (mindless), la Mindfulness sviluppa una certa forma di attenzione alle nostre esperienze nel qui ed ora. Per quanto piccole possano essere. Ne consegue un’attenzione consapevole alle nostre sensazioni, vissuti corporei e volendo persino emozioni e pensieri.

Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che applicazioni specifiche della ‘consapevolezza mindful’ migliorano la nostra capacità di regolare le emozioni, di contrastare le disfunzioni emotive, di migliorare i pattern di pensiero e di ridurre gli assetti mentali negativi. E questo sarebbe già molto anche per chi è affetto da Parkinson.

Ma ricerche su alcune dimensioni delle pratiche di ‘consapevolezza mindful’ rivelano che esse rafforzano anche il funzionamento del corpo: la sua capacità di guarigione, le risposte immunitarie, la reattività allo stress e il senso generale di benessere fisico sono rafforzati dalla Mindfulness. Anche le nostre relazioni con gli altri migliorano!

In effetti già sapevamo da anni che questa forma di consapevolezza può modellare direttamente l’attività e la crescita delle parti del cervello responsabili delle nostre relazioni, della nostra vita emotiva e della nostra risposta fisiologica allo stress.

  • La ricerca di Anversa

La ricerca di Anversa ci dà evidenza che la Mindfulness sviluppa il peso di aree che sono quotidianamente danneggiate dalla malattia di Parkinson. Il gruppo di controllo senza Mindfulness sviluppa invece aree del cervello compensatorie degli sviluppi (negativi) del Parkinson.

La capo ricercatrice, la dottoressa B.A. Pickut, insieme a una nuova equipe, sta più recentemente sviluppando ulteriormente la ricerca in esame. Daremo notizia prossimamente degli interessantissimi risultati di questa ulteriore sperimentazione.

La Mindfulness è semplice. Non costosa. Dà gioia e serenità d’animo. Iniziare a praticarla potrebbe essere un atto importante per il rallentamento del progresso della malattia di Parkinson e per la riduzione dei sintomi negativi.

Giorgio Andreoli*

*Giorgio Andreoli è uno psicologo e psicoterapeuta che lavora a Milano, in Lombardia, in Veneto, a Roma. All’interno del Programma Skills & Behaviour proposto dall’Università LIUC di Castellanza (VA), insegna temi legati all’Educazione Relazionale da applicare alla costruzione di buone relazioni con se stessi e con gli altri. È praticante di Mindfulness da molti anni, Mindfulness che ha appreso da svariati maestri tra cui John Coleman, Corrado Pensa, e altri.

Per ulteriori informazioni sulle notizie riportate o per avere chiarimenti ulteriori sulle pratiche di Mindfulness, scrivete direttamente a:
mindfulnessparkinson@gmail.com


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