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martedì 2 settembre 2014

Donne meno vulnerabili ai sintomi non motori del Parkinson durante il trattamento

Donne meno vulnerabili ai sintomi non motori del Parkinson durante il trattamento

Da tempo è noto che anche nella malattia di Parkinson esistono differenze di genere. Lo conferma uno studio italiano – apparso online su Parkinsonism & Related Disorders – che evidenzia diversità tra pazienti di sesso maschile e femminile in riferimento ai sintomi non motori (NMS) e che, per la prima volta, analizza la loro diversa evoluzione dopo instaurazione di una terapia dopaminergica in pazienti naive in fase precoce: mentre in ambedue i sessi - a un follow-up a 2 anni - i disturbi correlati all’umore sono apparsi migliorati, i maschi sono risultati più vulnerabili allo sviluppo di alcuni NMS.

«Recentemente abbiamo riferito di avere notato differenze di genere nella prevalenza di NMS in un’ampia coorte di pazienti con PD in fase precoce e mai trattati, confrontati con controlli sani paragonabili per età e genere» affermano gli autori dello studio, coordinati da Marina Picillo, Dipartimento di Neuroscienze dell’Università Federico II di Napoli e Centro per le Malattie Neurodegenerative (CEMAND) dell’Università di Salerno. «Finora però non sono mai state pubblicate ricerche volte a valutare gli effetti correlati al genere della terapia dopaminergica sui NMS nel PD in fase precoce».

«In questo studio» proseguono «abbiamo condotto per la prima volta una valutazione prospettica su 2 anni delle differenze correlate al genere della terapia dopaminergica sul carico dei NMS prima (baseline) e dopo avvio della terapia stessa in un’ampia coorte di pazienti con PD di nuova diagnosi, con un follow-up di 2 anni». Le differenze di frequenza tra il baseline e il follow-up sono state valutate mediante il test McNemar. Per verificare le interazioni tra NMS e trattamento farmacologico si è invece ricorso allo Spearman’s rank test.

«Contrariamente a quanto emerso in precedenti studi che valutavano il trattamento a diversi stadi di malattia» è il commento «i nostri dati dimostrano che il genere influisce in modo significativo sul numero totale dei NMS, presenti in quantità minore nelle donne rispetto agli uomini al follow-up. Inoltre, la gamma dei NMS e la loro progressione nelle fasi precoci di malattia sono apparse differenti tra i due generi, suggerendo che il sesso può incidere sulla comparsa dei NMS nel PD».

Nello studio sono stati inclusi 134 pazienti affetti da PD (86 maschi e 48 femmine). Al follow-up di 2 anni si è rilevata una significativa riduzione percentuale di tristezza/malinconia in entrambi i sessi rispetto al basale, mentre un significativo incremento percentuale di incontinenza da urgenza, sonnolenza diurna, modificazione del peso corporeo, interesse all’attività sessuale si è registrato solo nei pazienti di genere maschile.

Al follow-up, inoltre, i maschi lamentavano un maggior numero di NMS rispetto alle donne. La comparsa di variazioni del peso è apparsa correlata alla terapia in entrambi i sessi. Il genere maschile, inoltre, è stato riconosciuto come fattore di rischio per lo sviluppo di incontinenza urinaria goccia a goccia (dribbling) e nicturia.
 


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