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domenica 13 gennaio 2013

Declino cognitivo nel Parkinson: attenti alla pressione!

Declino cognitivo nel Parkinson: attenti alla pressione!

Più o meno il 30% delle persone con Parkinson sviluppa un certo grado di declino cognitivo, durante il decorso della malattia, che va ad aggiungersi ai ben noti sintomi motori (tremore, rigidità, difficoltà a camminare e disturbi dell'equilibrio) peggiorando ancor di più la qualità di vita e l'autonomia residua. La circolazione del sangue a livello cerebrale potrebbe essere una causa.

I meccanismi che portano a queste alterazioni sono complessi e non sono ancora del tutto chiari. Nelle ricerche fino ad ora condotte si fa riferimento in parte all'accumulo di composti tossici per le cellule cerebrali (analogamente a quanto avviene nel caso della demenza di Alzheimer) e in parte ad alterazioni della circolazione del sangue a livello cerebrale.

Uno studio recente – condotto in collaborazione tra i National Institutes of Health, Bethesda (Stati Uniti) e la Catholic University of Korea di Seoul (Corea) – aiuta a chiarire questo secondo aspetto, indicando nelle variazioni della pressione arteriosa tra posizione eretta e sdraiata un fattore di rischio per lo sviluppo della demenza. 

In particolare, studiando 87 pazienti con malattia di Parkinson si è osservato che condizioni di demenza erano più frequenti in chi presentava una pressione arteriosa elevata misurata in posizione supina e che tutti i 13 pazienti in cui erano state rilevate sia ipertensione in posizione sdraiata, sia ipotensione ortostatica (ossia pressione bassa quando misurata mentre il paziente è in piedi), presentavano declino cognitivo oppure demenza.

Invece, la mancata riduzione notturna della pressione arteriosa – frequente nei pazienti parkinsoniani a causa del sonno frammentato e che di norma ha effetti vascolari sfavorevoli per tutto l'organismo – non è apparsa correlata alla qualità delle prestazioni neurocognitive

Valutare e correggere per tempo i valori della pressione arteriosa in posizione eretta e sdraiata potrebbe contribuire a prevenire il declino cognitivo, permettendo di alleviare l'impatto della malattia di Parkinson sulla vita quotidiana di pazienti e familiari.

Fonte
: Joong-Seok K, et al. Association of cognitive dysfunction with neurocirculatory abnormalities in early Parkinson disease. Neurology 2012;79(13):1323-31.
 

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