Parkinson Italia - Confederazione Associazioni Italiane Parkinson e Parkinsonismi (onlus)

 

Articoli scientifici

  • La TMS (stimolazione magnetica transcranica) sostituirà la DBS nella cura del Parkinson?

    I ricercatori ipotizzano che prima o poi si passerà definitivamente da una tecnologia invasiva come la DBS (stimolazione cerebrale profonda) a una non invasiva come la TMS, in quanto i risultati della seconda porterebbero gli stessi vantaggi clinici ma senza la necessità di un intervento chirurgico sul cervello.
    La TMS (stimolazione magnetica transcranica) sostituirà la DBS nella cura del Parkinson?
  • Dimostrato il meccanismo di diffusione del Parkinson

    Attraverso l'uso di un nuovo anticorpo, un team internazionale di ricercatori ha dimostrato come il Parkinson si diffonde da cellula a cellula nel cervello umano. Fino ad oggi, questo meccanismo era stato osservato solo in modelli sperimentali, ma ora è stato dimostrato per la prima volta negli esseri umani.
    Dimostrato il meccanismo di diffusione del Parkinson
  • Chi soffre di emicrania è più a rischio Parkinson

    Le persone di mezza età che soffrono di emicrania hanno più probabilità di sviluppare il Parkinson o altri disturbi del movimento in futuro. Ciò è quanto emerso da uno studio della Uniformed Services University di Bethesda, pubblicato sulla rivista Neurology. Lo studio ha riguardato 5.620 persone di età compresa tra i 33 e i 65 anni, seguite per 25 anni.
    Chi soffre di emicrania è più a rischio Parkinson
  • Donne meno vulnerabili ai sintomi non motori del Parkinson durante il trattamento

    Da tempo è noto che anche nella malattia di Parkinson esistono differenze di genere. Lo conferma uno studio italiano – apparso online su Parkinsonism & Related Disorders – che evidenzia diversità tra pazienti di sesso maschile e femminile in riferimento ai sintomi non motori (NMS).
    Donne meno vulnerabili ai sintomi non motori del Parkinson durante il trattamento
  • Parkinson: realizzato un autoimpianto di neuroni stabili e funzionali nei ratti.

    Ricercatori del Luxembourg Centre for Systems Biomedicine (LCSB), dell’Università di Lussemburgo, hanno innestato neuroni riprogrammati da cellule della pelle nei topi, per la prima volta con stabilità a lungo termine. Sei mesi dopo l’impianto, i neuroni sono diventati completamente funzionali ed integrati nel cervello.
    Parkinson: realizzato un autoimpianto di neuroni stabili e funzionali nei ratti.
  • Perché chi ha il Parkinson spesso non si sente motivato a finire ciò che ha iniziato?

    "Non siamo ancora arrivati?". Come chiunque abbia viaggiato con bambini piccoli sa, mantenere l’attenzione su obiettivi lontani può essere una sfida. Un nuovo studio del MIT suggerisce come il cervello realizza questo compito, e indica che il neurotrasmettitore dopamina può segnalare il valore delle ricompense a lungo termine.
    Perché chi ha il Parkinson spesso non si sente motivato a finire ciò che ha iniziato?
  • Perugia: elaborata una nuova teoria per i disordini del movimento e il Parkinson

    Una nuova prospettiva per la terapia del Parkinson e relativi disordini del movimento è stata ipotizzata, nei laboratori della Clinica Neurologica del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Perugia, dal gruppo di ricerca del Professor Paolo Calabresi, in collaborazione con l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma.
    Perugia: elaborata una nuova teoria per i disordini del movimento e il Parkinson
  • Un farmaco antinfiammatorio sperimentale riduce il deficit motorio nel Parkinson

    In un esperimento su topi, ricercatori della Emory University School of Medicine hanno usato un farmaco anti-infiammatorio sperimentale che sembra in grado di proteggere i neuroni e ridurre i deficit motori del Parkinson. “Questo è un importante passo avanti per il trattamento della malattia di Parkinson”, sostengono gli scienziati.
    Un farmaco antinfiammatorio sperimentale riduce il deficit motorio nel Parkinson
  • Da un anti-depressivo una possibile terapia per Alzheimer e Parkinson?

    Ricercatori americani hanno identificato un composto (HNK) contro i sintomi della depressione altrettanto efficace e rapido della ketamina, senza però gli effetti collaterali indesiderati del farmaco psicoattivo. Il HNK può anche costituire un futuro approccio terapeutico per il trattamento di patologie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson.
    Da un anti-depressivo una possibile terapia per Alzheimer e Parkinson?
  • Uno studio sui topi rivela le proprietà anti-Parkinson della Cannella

    Lo studio su modello animale ha dato significativi risultati: una comune spezia alimentare potrebbe invertire i drammatici cambiamenti che si verificano nel cervello delle persone con malattia di Parkinson. Nei topi, la Cannella protegge i neuroni, normalizza i livelli dei neurotrasmettitori e migliora le funzioni motorie.
    Uno studio sui topi rivela le proprietà anti-Parkinson della Cannella

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