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giovedì 7 giugno 2012

Parkinson e cibo

Parkinson e cibo

Perdita di appetito e difficoltà nella deglutizione sono sintomi della malattia, ma si può imparare a gestirli con la pianificazione alimentare, piccoli accorgimenti che riescono ad aiutarci ad assumere cibo in modo corretto. 

La malattia di Parkinson è sempre più comune, in particolare con l'invecchiamento della popolazione. I malati di Parkinson possono avere delle difficoltà nel mantenere un'alimentazione adeguata e una soddisfacente assunzione di liquidi. I sintomi visibili che sono associati alla malattia sono: tremore, lentezza nei movimenti, postura curva, scarso equilibrio e difficoltà a camminare, accompagnati spesso da una perdita delle funzioni motorie e dall'incapacità di gestire gli oggetti di piccole dimensioni.

Questi problemi peggiorano con il progredire della malattia, rendendo più difficile maneggiare le posate e prolungando il tempo necessario per mangiare. Molti di questi sintomi sono legati all'invecchiamento, ma si verificano con maggiore gravità nel Parkinson, perchè si ha comunemente una perdita dell'olfatto e del gusto. Pertanto, si può verificare una diminuzione dell’appetito o, addirittura, una mancanza di interesse per il cibo.

I movimenti automatici del sistema gastrointestinale rallentano e ciò può portare disfagia (difficoltà di deglutizione), sensazione di sentirsi rapidamente sazio, reflusso gastrico a causa del lento svuotamento dello stomaco, e costipazione. Inoltre, il movimento rallentato dei muscoli gastrointestinali può essere aggravato da una mancanza di attività fisica.

I malati di Parkinson non possono evitare le difficoltà di deglutizione, ma possono compensare mangiando piccoli bocconi di cibo, evitandone alcuni che sono troppo difficili da digerire e masticando più lentamente.

La malattia può portare anche a demenza, ansia e depressione maggiore, che possono far dimenticare di nutrirsi, unita ad uno scarso interesse per il cibo. Si può verificare una diminuzione dell'assunzione di cibo e una perdita di peso non intenzionale, con conseguente perdita di energia.

Il trattamento della malattia spesso comporta farmaci contenenti levodopa, che viene convertita in dopamina, o farmaci che aiutano l'organismo a utilizzare la dopamina esistente nel cervello.

La levodopa viene assorbita nel piccolo intestino, e il transito del farmaco attraverso il sistema gastrointestinale può essere rallentato a causa del cibo nello stomaco. Questo può ritardare l'effetto del medicinale e quindi il controllo dei sintomi.

Pertanto, i farmaci contenenti levodopa devono essere assunti a stomaco vuoto per assicurarne l'efficacia ottimale. Ciò può causare nausea in alcune persone, ma questo disagio può essere superato facendo un piccolo spuntino, che è facilmente digeribile.

Che cosa si può fare?

  • Assicurarsi che i farmaci siano presi in tempo, possibilmente da 30 minuti a un'ora prima del pasto. Ciò contribuirà a controllare meglio i sintomi, soprattutto se la persona ha difficoltà con tremore, il coordinamento e la lentezza dei movimenti.
  • Fornire posate, piatti e bicchieri adattati, che possono aiutare a gestire i movimenti, in particolare per la difficoltà di uso di alcuni utensili e la fuoriuscita dai bicchieri di liquido.
  • Assistere le persone mentre mangiano, in particolare se sono molto lenti nel movimento. Anche mangiare in un ambiente piacevole, soprattutto se non c’è molto interesse per il cibo, ricopre una notevole importanza.
  • Prestare grande attenzione agli attacchi di tosse mentre si mangia o si beve perché potrebbero essere causati da difficoltà di deglutizione. Anche la salivazione eccessiva può essere un segnale che il riflesso della deglutizione è in declino.
  • Assicurarsi che la consistenza degli alimenti sia appropriata, se la disfagia è un problema. Sono necessari piccoli pasti frequenti per chi si sazia facilmente o per chi soffre di reflusso gastrico.
  • Offrire scelte nutrienti e ricche di energia, come gli integratori alimentari per contribuire a garantire un adeguato apporto calorico in coloro che trovano difficoltà a mangiare un pasto normale. 
  • Tenere sotto controllo il peso, perché una perdita di peso non intenzionale, può derivare da uno scarso apporto proteico-energetico. Una visita da un dietista può essere opportuna. 

Mantenere un'alimentazione adeguata e una corretta assunzione di liquidi per una persona malata di Parkinson è molto importante affinché il farmaco prescritto per la gestione dei sintomi funzioni nel miglior modo possibile.
 


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